4 commenti

  1. l'ultimo punto è uno scontro di civiltà: oergnizzarsi allo spasmo e lavorare al massimo per avere tutte le migliori possibilità di avere quello che credo mi renderà felice, quando e se lo avrò; oppure essere, seguire il flusso, coscenti che il fine ultimo è il viaggio e non la menta; certo ci sono le bollette da pagare e il pane da mettere in tavola. in questo momento sono troppo zen per fare programmi multimensili, e troppo occidentale per fare a meno del mio assistente vocale ;P

  2. non sono per forza in contrasto le due strade: ci si può impegnare a fondo per cercare di fare ciò che si desidera e allo stesso tempo provare a rimanere fluidi,con gli occhi ben aperti sui segnali che arrivano. bisogna essere molto abili però! personalmente ho sempre fatto una gran fatica a conciliare i due aspetti. ma di una cosa sono sicura: il fine ultimo è davvero il viaggio, è lì che sta la vera bellezza e il rischio che si corre quando si "lavora al massimo" è di non avere più tempo per ciò che conta davvero..

  3. Felicità raggiunta, si cammina
    per te sul fil di lama.
    Agli occhi sei barlume che vacilla,
    al piede, teso ghiaccio che s'incrina;
    e dunque non ti tocchi chi più t'ama.

    Se giungi sulle anime invase
    di tristezza e le schiari, il tuo mattino
    e' dolce e turbatore come i nidi delle cimase.
    Ma nulla paga il pianto del bambino
    a cui fugge il pallone tra le case

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